Carie. Alzi la mano chi non ne ha mai avuta una. Questa, infatti, è la patologia più diffusa al mondo, che coinvolge nove persone su dieci, a cui bisogna prestare particolare attenzione durante i nove mesi della gravidanza.
PERCHÉ AUMENTA IL RISCHIO IN GRAVIDANZA
La carie, come noto, è una malattia degenerativa che porta alla distruzione dei tessuti duri del dente. Durante il periodo di gestazione le donne sono più propense a svilupparla, soprattutto a causa dei cambiamenti fisiologici come la variazione delle abitudini alimentari dovute, per esempio, all’aumento di pasti e spuntini nella giornata e il consumo maggiore di zuccheri, oltre alla maggiore concentrazione di acidi nella saliva, in caso di vomito.
VOMITO E PH DELLA BOCCA
In questo ultimo caso, infatti, la saliva diventa particolarmente vischiosa e densa, riducendo le sue importanti funzioni di detersione e remineralizzazione delle superfici dei denti.
Se, inoltre, la frequenza del vomito è elevata e continua per un periodo di tempo prolungato, si può avere erosione acida dello smalto.
Fondamentale, quindi, diventa l’utilizzo di dentifrici e collutori remineralizzanti, per proteggere i denti erosi, oppure fare sciacqui con acqua e bicarbonato per bilanciare il pH acido della bocca dopo il vomito.
L’IMPORTANZA DELL’IGIENE ORALE
Causa principale dell’insorgenza di carie, tuttavia, resta l’insufficiente attenzione all’igiene orale. Le pazienti che mantengono una pulizia corretta ed efficace durante il periodo della gravidanza non hanno nulla da temere per quanto riguarda la carie.
Importante, inoltre, è la cura dei denti e della bocca anche dopo il parto, perché è noto il rischio di trasmettere al neonato, tramite la saliva, batteri patogeni come lo streptoccocco mutans.